sabato 7 novembre 2009

Routine e una novità.

Da quando ho finito il tirocinio le mie giornate sono piuttosto monotone, passo il tempo a fare i lavori di casa, poi il pomeriggio faccio qualcosa di interessante, tipo leggere uno dei libri comprati nei mesi scorsi e ancora intonsi.
Ovviamente controllo ogni giorno la posta elettronica per vedere se arriva qualche offerta di lavoro e ogni tanto mando dei cv; francamente, spedisco i cv senza troppe speranze, purtroppo la crisi ha colpito ogni settore, per cui cerco di stare con i piedi per terra.


Qualche giorno fa, prima di uscire di casa per delle commissioni, ho mandato un po’ di mail ad alcune aziende; al mio ritorno, mentre preparavo il pranzo, ho ricevuto una telefonata.
Era la responsabile di un’azienda a cui avevo scritto la mattina, che mi chiedeva di fare un colloquio la prossima settimana. Incredibile!!
Sono davvero molto contenta, non so se il colloquio andrà a buon fine, però questa telefonata mi ha dato coraggio perché non pensavo di riuscire a trovare un qualsiasi lavoro in questo momento.
Unica pecca, il posto è un po’ lontano, a circa un’ora di macchina da casa, ma non voglio scoraggiarmi, anche perché se si è troppo schizzinosi si rischia di non trovare nulla; inoltre, questa azienda è davvero molto buona, sarebbe bello lavorare per loro!
Vi farò sapere presto come è andata!


Buon fine settimana!!

martedì 27 ottobre 2009

Memorie di una geisha




di Arthur Golden.


La protagonista di questo romanzo, Sayuri, ripercorre con la memoria la sua vita, gli avvenimenti che l’hanno portata a diventare la geisha più famosa di Gion.


Si parte dall’infanzia (quando lei si chiama ancora Chiyo) in un villaggio di pescatori, dove vive serenamente con la sua famiglia fino a che la malattia della madre non segna la sua vita; lei e sua sorella vengono vendute da un uomo del luogo ad un okiya e ad un bordello rispettivamente.
La sorella riesce alla fine a scappare, ma lei resta nell’okiya a fare la domestica, tormentata dalla crudeltà della geisha Hatsumomo, che la invidia per la sua bellezza (Chiyo ha infatti dei particolarissimi occhi grigio-azzurri).
Un giorno Chiyo incontra sulla riva del fiume un uomo molto importante, il Presidente, e quest’incontro cambia tutta la sua vita, non solo perché la protagonista decide in quel momento di impegnarsi con tutta se stessa e diventare una geisha solo per poter stare in compagnia di quell’uomo, ma anche perché dopo poco tempo la simpatia di un’altra geisha, Mameha, le consente di iniziare a studiare come apprendista geisha. Mameha adotta Chiyo come sorella minore, quindi come apprendista, ovvero maiko e la allena per rivaleggiare con Hatsumomo.
Chiyo diventa Sayuri e in pochi anni, nonostante le macchinazioni di Hastumomo, diventa la geisha più famosa di Gion e anche la figlia dell’okiya.
Nel periodo del suo apprendistato elle incontra di nuovo il Presidente, purtroppo il destino sembra spingerla verso un amico di questi, Nobu-san.
Lo scoppio della seconda guerra mondiale rende la vita molto difficile ed anche Sayuri deve abbandonare la sua vita di privilegi e affondate quel periodo oscuro.
Alla fine della guerra Gion riapre, ma sembra che il destino sia ancora avverso per la protagonista, dato che Nobu-san sta per diventare il suo danna, mentre lei desidera il Presidente.
Tuttavia il lieto fine è dietro l’angolo, il Presidente le dichiara il suo amore e diventa il suo danna, la libera dall'okiya, infine lei si trasferisce a NewYork.


Questo libro è davvero molto bello, le descrizioni sono molto vivide, quasi “tattili”, con le sete fruscianti e l’odore delle ciprie bianche.
Pur essendo lungo circa 600 pagine scorre abbastanza velocemente, soprattutto la prima parte, in cui Chiyo-Sayuri si impegna alacremente per diventare un geisha, mentre la seconda parte è un po’ più lenta. Il lieto fine è davvero inaspettato ed è il raggiungimento di una vita serena, tanto desiderata dalla protagonista.


A quanto pare la geisha a cui si è ispirato l’autore per il personaggio di Sayuri non ha gradito molto il libro, dicendo che esso riduce il mestiere di una geisha a quello di una prostituta.
Sicuramente nel libro si parla di sesso, tuttavia credo che questo sia un aspetto marginale. In realtà esso è presente solo nel mizuage (ovvero nella perdita della verginità della maiko) e nel rapporto col danna; e dato che non tutte le geishe ne avevano uno, se ne deduce che comunque il compito principale fosse quello di intrattenere gli uomini con le loro doti artistiche e la loro conversazione.


Buona lettura!!


Un paio di link


Memorie di una geisha su wikipedia
Le polemiche tra Arthur Golden e Iwasaki Mineko su nipponico

mercoledì 21 ottobre 2009

Biscotti di frolla al cioccolato.

Ieri ho avuto una visita da una amica di famiglia, così ho pensato di fare questi biscotti che mi vengono particolarmente bene e sono adatti per un the pomeridiano. Non ricordo dove ho trovato la ricetta, forse su un libro, forse su internet, forse è il frutto di qualche mia modifica; se il “proprietario” originale la riconosce come propria, può segnalarmelo in modo da poter mettere il link originario.






300g di farina
120g di zucchero
110g di burro
2 cucchiai colmi di cacao
1 uovo intero più un tuorlo.

Mescolare farina, zucchero e cacao; prendere il burro freddo di frigo, tagliarlo a dadini. Unirlo alla farina e con i polpastrelli sfregarlo fino ad ottenere uno sbriciolato. Unire le uova ed impastare velocemente, poi formare una palla e far riposare in frigo per almeno mezz’ora. Stendere col mattarello e tagliare con un tagliabiscotti a forma di stella. Cuocere a 180°C per circa 20 minuti.
Con queste dosi si ottengono circa 40 biscotti.

Ovviamente non è obbligatorio tagliarli a stellina, inoltre io li ho arricchiti con della cioccolata fondente sciolta nel microonde. Basta spezzettare circa 100g di cioccolata in una contenitore alto (una tazza va benissimo), poi metterla nel microonde per 1 minuto, mescolare e ancora nel forno per un minuto.
Sono così buoni che i miei ospiti li hanno spazzolati tutti (non vi dico i complimenti )
Provate a farli e fatemi sapere cosa ne pensate!




sabato 17 ottobre 2009

Imparare il giapponese con la nds.




Come vi ho detto nel post precedente, ho ricominciato lo studio del giapponese. Per fortuna le diverse settimane di pausa sono state meno dannose di quanto pensassi, visto che ricordo quasi tutto quello che avevo studiato.


In questo post vorrei parlarvi dei programmi per nds che ho provato e che uso per aiutarmi nello studio.

La nintendo ds può essere un ottimo strumento per facilitare l’apprendimento di una lingua, lo sanno bene i suoi ideatori che hanno sfornato grossa quantità di giochi per imparare questa o quella lingua.
Questi sono quelli che ho provato io, sono adatti ai neofiti, però ne esistono di più avanzati, la cui recensione si può trovare negli articoli linkati alla fine del post.


My japanese coach.
Questo gioco per ora è disponibile solo in inglese, una graziosa giapponesina vi accompagnerà nello studio della lingua. Durante la lezione, la nostra insegnante ci spiegherà i fondamenti della lingua, poi potremo esercitarci con diversi giochini. Alcuni sono davvero validi, mi piace soprattutto quello in cui si devono colpire le talpe che hanno la parola da imparare.
Vi consiglio di usare questo programma affiancandolo ad un libro oppure ad un altro corso, perché da solo non è assolutamente sufficiente, in alcuni punti corre troppo e non da spiegazioni soddisfacenti.

Mind your language – Giapponese
Questo gioco è disponibile in italiano; purtroppo l’ho trovato piuttosto deludente.
All’inizio potrete creare un avatar (che ricorda molto “The Sims”) con cui esplorare la scuola di lingua giapponese, parlando con i compagni di classe e i professori.
Sono disponibili diversi giochini grazie ai quali raccogliere le diverse parole che poi potrete usare per formare le frasi. Anche le regole sono assimilate tramite dei giochi proposti dai professori; alla fine della lezione è necessario fare un test per passare al livello successivo.
Essendo piuttosto ripetitivo, mi sono annoiata subito e anche l’efficacia dell’insegnamento lascia un po’ a desiderare; probabilmente, però, è solo una mia impressione, magari dovuta al fatto che sto già studiando giapponese per conto mio.

Kageyama Method Tadashii Kanji Kakitori-kun (giapponese)
Vi ho già parlato
di questo programmino, si tratta di un gioco ideato per i bambini, infatti ci sono i kanji divisi per classi e gli hiragana (niente katakana).
La consolle si usa a libro, sullo schermo a destra compare il kanji, di cui si può vedere l’ordine di scrittura, a sinistra si può riprodurre l’ideogramma con il pennino, è possibile anche far comparire un aiuto in grigio chiaro.
Alla fine viene dato un voto: il maestro collasserà sul banco o vi darà una stellina? Se sarete bravi la stellina sarà addirittura d’oro!!
Man mano che si imparano i kanji si può fare qualche gioco ed anche un test.

Kanji Sonomama Rakubiki Jiten (giapponese e inglese)
E’ un dizionario, molto utile soprattutto perché ha una buona capacità di riconoscimento della scrittura, per cui riesce a decifrare anche gli sgorbietti. Potete scrivere il kanji oppure la pronuncia in kana, appariranno diverse scelte, rimarrete stupiti della quantità dei significati e delle pronunce di un singolo ideogramma. Ho letto che non è all’altezza dei migliori dizionari, però per iniziare penso che sia comunque molto utile.

Concludendo, penso che gli ultimi due programmi possano essere molto utili, mentre, se proprio volete un gioco per la nds, vi consiglio “My japanese coach”, perché aiuta maggiormente la memorizzazione delle parole.




Buono studio!

Link:
The japanese page (inglese)
Un articolo un po’ vecchio, ma che parla di molti dei giochi disponibili. (italiano)
Un articolo sul kakitorykun. (italiano)

giovedì 15 ottobre 2009

Attendere prego...




Da una settimana ho finito il tirocinio e ancora non mi sono abituata al dolce (?) far niente.
Ho passato questi giorni fra curriculum, documenti e una serie di faccende rimandate da tempo.
Ovviamente ancora niente lavoro, un paio di aziende si sono degnate di rispondermi, ovviamente non hanno bisogno della mia figura professionale al momento; sempre meglio del silenzio assoluto.

Nelle mie intenzioni c'è quella di finire un paio di libri che ho in sospeso e di ricominciare a studiare inglese e giapponese.  Mi sono informata riguardo ad un corso per il FIRST ma mi hanno chiesto circa 1000 euro; francamente, se avessi 1000 euro me ne andrei in Inghilterra fino ad esaurimento fondi, mi sarebbe sicuramente più utile...
Insomma, è un periodo di stasi che cerco di riempire con cosette utili e inutili.
Tra parentesi, mi mancano parecchio i compagni di lavoro, mi paiceva scambiare quattro chiacchiere con loro, adesso sto quasi sempre a casa perchè tutti i miei amici ed il fidanzato hanno da fare durante il giorno.


UFFA!!!

venerdì 9 ottobre 2009

Honest scrap.

Lucyette mi ha incatenata in questo meme, che consiste nell’indicare onestamente dieci cose che mi riguardano e che probabilmente chi legge il blog non sa. Inoltre devo indicare altre dieci persone a cui passo il meme.

1) Adoro Robin Hood, in tutte le salse, dai telefilm ai film, anche se il mio preferito è "Robin Hood il principe dei ladri"; l'avrò visto 50 volte, ogni volta mi attacco allo schermo, lo trovo bellissimo e appassionante.* Ovviamente adoro la versione disneyiana, quando ero piccola c'era una rete privata che lo trasmetteva tutti i giorni e io lo guardavo sempre dopo i compiti.

2) A proposito, ho una passione per i cartoni animati, praticamente per tutti i cartoni animati.
Mi piacciono Paperino, Tom e Jerry, i Simpson, praticamente tutti i lungometraggi disney, adoro i film di Miyazaki e i cartoni giapponesi.
La passione ha avuto origine in tenera età; infatti, quando avevo appena un anno e finiva Heidi cominciavo a piangere ed ero inconsolabile.

3) Odio i clown, proprio non li sopporto. Non ho una vera e propria fobia, ma non li sopporto, probabilmente perché associo la loro maschera alla falsità.

4) Quando ero una bambina pensavo che l'olio di gomito fosse un tipo particolare di detersivo.

5) Mi vengono delle vere e proprie manie per le cose, che diventano i miei tormentoni. Harry Potter, Il signore degli anelli, Agatha Christie, il Giappone, il punto a croce, l'uncinetto, sono solo alcune delle mie fisse. C'è di buono che divento un pozzo di scienza in quella cosa (il più delle volte...)

6) Non ho mai fumato in vita mia. Una volta, dietro insistenza di una mia compagna di classe, ho fatto un tiro, ma ho fatto solo finta di aspirare. Le sigarette non mi piacciono, non ho mai capito come possa essere piacevole introdurre il fumo nei propri polmoni. D'altro canto, alle volte invidio i fumatori, perché hanno una bella valvola di sfogo per lo stress.

7) Ho un'ottima memoria per le canzoni; se l'avessi avuta anche per gli esami universitari mi sarei laureata un pochino prima. Inoltre, ricordo sempre dove sono le cose e a volte ricordo anche interi brani di conversazione, che uso per rinfacciare agli ipocriti bugie o evidenti contraddizioni (avete presente "qualsiasi cosa dirai potrà essere usata contro di te"?)

8) Sono probabilmente l'unica donna al mondo che odia comprare le scarpe, odio che si è accentuato nei due anni in cui ho avuto una fastidiosa dermatite. Però amo alla follia le borse, di tutti i tipi. Valle a capire le donne...

9) Dato che sono allergica, per interi periodi perdo il senso dell'olfatto. Però quando l'allergia passa sento gli odori come accentuati, per cui vado in giro ad annusare quelli più gradevoli. Tra parentesi, oggi sento nell'aria un odore di gelsomini.

10) Troppo spesso tendo a sottovalutarmi, anche se mi sto rendendo conto che è una cosa stupida, perché il mondo è pieno di incompetenti presuntuosi!!

E adesso gli incatenati, con la speranza che non me ne dicano troppe:
- Dario Delfino
- Kiri
- la Pizia
- perscherzoepercaso
- la coniglia
- chiunque voglia partecipare!!



* per i Potter-fan, c'è anche Piton-Alan Rickman in versione Sceriffo di Nottingham.

giovedì 8 ottobre 2009

Facebook parte seconda…

… ovvero perché mi chiedi l’amicizia se normalmente a stento mi saluti?

Continua la mia esperienza con faccia libro.
L’amica giapponese, di cui vi ho già parlato, mi ha riconosciuta e mi manda un messaggio; segue un rapido aggiornamento delle nostre vite. Questa è una cosa che apprezzo molto, non sempre è facile riallacciare rapporti con persone così lontane.

Però ci sono i pro e i contro.
I pro sono un’amica ritrovata con piacere e qualche chat con persone che non ho la possibilità di vedere o sentire tutti i giorni.
I contro sono una serie di gente un po’ scema che mi chiede l’amicizia; queste persone appartengono a due categorie
persone che non conosco affatto e che mi chiedono “l’amicizia” solo perché abbiamo fatto la stessa scuola o abbiamo qualche amico (conoscente?) in comune;
persone che normalmente non mi filano proprio, soprattutto a causa di differenze insormontabili di carattere.

Ai primi vorrei dire, ragazzi che squallore!! Davvero siete patetici se siete ridotti a chiedere “l’amicizia” a chiunque, vi do un consiglio, uscite di casa, iscrivetevi a qualcosa (una palestra, un corso di ceramica, al club degli scacchi o di “Magic l’adunanza”) e SOCIALIZZATE.

Ma per davvero!!


Per quanto riguarda le personcine che normalmente non sento mai, o meglio sento solo quando è il loro compleanno e mi invitano a casa loro per avere il regalo, vorrei dire: “Tesoro, a Napoli di dice “l’ammore è fatt a cusell” per cui se normalmente la nostra è una conoscenza marginale, se il nostro rapporto è basato sul vederci solo quando ti servo, se non senti l’esigenza di chiamarmi neppure una volta ogni due mesi, perché stramaledizione dovrei metterti tra i miei amici e vedere la tua faccia di culo ogni volte che apro il mio profilo?”
Ovviamente eliminati entrambi.

Altra nota dolente, le notifiche sull’e-mail. Se non volete trovarvi la posta elettronica intasata vi consiglio di bloccare la valanga di messaggi che face book vi invia (cavoli, vi avvisa per ogni cretinata).

Alla prossima.

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