di Yukio Mishima.
Ho cominciato a leggere questo racconto un paio di volte, ma l'ho sempre abbandonato, perchè lo trovavo poco scorrevole. Questa volta mi sono sforzata di superare la prima parte e ne sono contenta, perchè è davvero una bella storia.
In effetti, la descrizione del paesaggio dell'isola (Uta-jima, l'isola del canto), in cui si svolge la storia, prende molto spazio e l'autore indugia spesso sulle descrizioni del mare.
Questo, sereno oppure in tempesta, fa da contrappeso e da amplificatore alle emozioni dei protagonisti, emozioni mutevoli come il mare.
Shinji e Hatsue, un giovane pescatore ed una pescatrice di perle, figlia dell'uomo più importante del villaggio, si incontrano e si innamorano, ma la loro storia è piuttosto travagliata.
L'isola e, soprattutto, il mare raccolgono i sentimenti dei due protagonisti, li amplificano placando nello stesso tempo il loro animo.
Sullo sfondo la società di una piccola isola di pescatori, lontana dallo sviluppo del Giappone del secondo dopoguerra, i cui abitanti sono molto legati alle tradizioni, ma anche semplici e sinceri.
Pur essendo lento all'inizio, il racconto diventa più interessante nella seconda metà ed ha un finale fresco e gradevole.
Questo racconto fa parte della mia lista di libri per il contest


2 commenti:
A volte le descrizioni a oltranza, specie se all'inizio di una storia, rischiano di farti perdere lo slancio iniziale. Brava che hai resistito, specie se alla fine ne è valsa la pena perché era una bella storia :)
Grazie ^_^
Sono felice di risentirti, sei sparita da un po'!
Spero vada tutto bene.
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