martedì 27 settembre 2011

Breaking down


Di Stephenie Meyer

Questo è l’ultimo libro della saga di Twilight; non penso che sia necessario ricordarvi la trama degli altri libri, visto che sono molto conosciuti e ne hanno fatto anche dei film.
La pecca principale dei libri della Meyer è la lunghezza, iniziano in maniera troppo lenta, poi l'interesse aumenta nel finale.

Ad esempio, in Twilight la scrittrice passa metà del libro a dire quanto è bello Edward, una noia pazzesca, dopo un po’ vorresti strangolarla, però per fortuna migliora nella seconda metà.
Forse l’editore le avrebbe potuto suggerire di essere meno prolissa, non è necessario scrivere un libro di almeno 300 pagine per essere interessante. Anzi.

Breaking Down è l’ultimo libro della saga e l’inizio è, come al solito, una noia pazzesca, la quintessenza di quello che non ho sopportato negli altri tre libri, cioè l’harmony puro e semplice.
La descrizione del matrimonio di Bella e Edward non mi è piaciuta, troppo poco sentita, si poteva fare di meglio; la luna di miele con distruzioni di letti se la poteva risparmiare, non ho capito se voleva essere stranamente romantica o cosa.
Nel momento in cui diventa interessante, cioè nel momento in cui Bella capisce di essere incinta, l’autrice cambia narratore, precipitandoci nella testa di Jacob Black; e qui ricomincia la solita faticaccia per starle dietro.
Come sempre migliora nella seconda parte, con la nascita di Reneesme (per inciso, se siete incinte forse è meglio evitare, ve lo dico per esperienza personale, dato che la scena è un tantino truculenta non è il caso di fare come me e leggerla all’ottavo mese di gravidanza).
Per fortuna va tutto bene, con Bella neo vampira ipercontrollata e la bimba mezza vampira dagli stani poteri e dalla super crescita.
La bimba verrà scambiata per una baby vampira (cioè per una cosa proibita) e questo scatenerà la vendetta dei Volturi che si preparano tutti ad attaccare i Cullen e a distruggerli.
Ora, la Meyer ci prospetta una battaglia epica, degna della fine di una saga, ma dopo una marea di preparativi ed ansie, tutto si risolve in una bella chiacchierata.
Ma stiamo scherzando?
Bella si smazza per allenarsi fisicamente e per controllare il suo “potere” (uno scudo protettivo), inoltre si dà da fare per garantire alla figlia una via d’uscita nel caso in cui le cose si mettano male, e si conclude tutto con un “ok, ci siamo sbagliati, scusate”??
E tutti vissero allegri e contenti.
Bah.


Alla fine penso proprio che il punto forte dei libri siano i personaggi, alla fine le trame sono piuttosto banalucce e anche il modo di scrivere non è entusiasmante, leggi tutti i libri perché ti piacciono i personaggi, perché sono simpatici e davvero vuoi sapere cosa accade loro.
Edward è il bello tenebroso della situazione, però mi è piaciuta la sua vena romantica e sensibile, davvero niente male.
Il personaggio di Bella è quello che ha un’evoluzione durante i romanzi, passa dalla ragazzina mielosa del primo libro alla vampira con le palle dell’ultimo; finalmente niente più rimuginare su quanto è fortunata ad avere Edward, finalmente diventa una donna.
La famiglia Cullen è mitica, davvero non so quale preferire, forse Alice con la sua aria da folletto o Carlisle, che sembra un premuroso pater familias.
Jacob Black è simpatico e il suo carattere “focoso” fa da contraltare al controllo di Edward;  anche i lupi della tribù Quileute sono ben caratterizzati, soprattutto Leha e Seth in Breaking Down.

Per concludere, sono libri carini da leggere, vale comunque la pena di perderci un po’ di tempo e di resistere alla noia iniziale.

Anche questo libro fa parte della mia lista per il contest 


3 commenti:

Pythia ha detto...

Arrivo tardi ma ho fatto anch'io la mia lista ;-)

LA CONIGLIA ha detto...

a me non è dispiaciuto ma quando l'ho letto ero in pieno trip da 'twilight' se mi ci metto ora a mente fredda...la penso esattamente come te :)

aerie ha detto...

E brava Pythia!!

X Coniglia : Anche a me la saga è piaciuta, ma indubbiamente si poteva scrivere meglio, è come se l'autrice avesse avuto buone idee, ma non avesse saputo esprimerle al meglio...

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